|
: aequitas : equità, dea della correttezza in campo finanziario e monetario. altare : bellona : dea romana della guerra, spesso affiancata a Marte, di cui forse era la sposa o la sorella, a volte addirittura l'auriga. A Roma aveva un tempio dove il Senato riceveva gli ambasciatori stranieri e davanti ad esso sorgeva la Columna bellica, davanti alla quale si pronunciavano le dichiarazioni di guerra. bilancia : tipico attributo, con la cornucopia, di Aequitas caduceo : bastone con due serpenti attorcigliati intorno ad esso, simbolo del commercio, associato a Ermes (Ermete-Mercurio). Ordinariamente era un bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di otto clamide : mantello corto e leggero, era l'abito essenziale di viandanti ed efèbi, ma veniva usato specialmente per cavalcare. Si allacciava su una spalla (o sul petto o alla gola) con una fibbia, lasciando scoperto un fianco e un braccio, sovrapponendo i due lembi in modo tale da coprire tutta la parte superiore del corpo. In Grecia era simbolo del comando militare, e come tale era indossata nell’esercito, ma anche segno del passaggio dalla fanciullezza alla pubertà per i giovinetti (efebi), mentre a Roma era il comandante supremo dell’esercito a portare una clamide purpurea. concordia : Consus : (Conso) divinità della terra e della fertilità o, più probabilmente, del Consiglio. A Conso era dedicato un altare ipogeo al centro del circo Massimo, resto però di un'altra città più anticha sorta nel luogo di Roma, che veniva dissotterrato in occasione della celebrazione delle feste in suo onore. Questo altare ritrovato fu il pretesto per l'organizzazione dei giochi durante i quali avvenne il Ratto delle Sabine. Come per la maggioranza delle divinità legate alla terra e alla fertilità, la sua figura era vista in stretto rapporto con il mondo sotterraneo. La sua festa si celebrava nel mese di agosto, il periodo del raccolto, e si chiamava "Consualia". cornucopia : simbolo di cibo e abbondanza. Secondo la mitologia greca è il corno perduto dal fiume Acheloo nella lotta con Ercole per Deianira e riempito dalle Naiadi di fiori e di frutta, come simbolo dell'abbondanza, alludendo con ciò alla fertilità della valle dove scorreva l'Acheloo e all'imbrigliamento del fiume stesso per opera di qualche principe velato sotto il nome del semidio dioscuri : Càstore (Castor) e Pollùce o Polideuce (Pollux) sono figli gemelli di Zeus e di Leda, conosciuti soprattutto come i Diòscuri, ossia "figli di Zeus", ma anche come Càstori. Furono due degli Argonauti, gli eroi che parteciparono alla ricerca del Vello d'oro: Polluce - già celebrato come grande pugile - sconfisse in un gara di questa disciplina il re dei Bebrici, Amico. Poco tempo dopo i gemelli diedero vita alla città eponima di Dioscuria, collocata secondo il mito in Colchide. Inoltre presero parte alla lotta contro Teseo, che aveva rapito la loro sorella Elena nascondendola ad Afidne; dopo quest'ultimo combattimento Zeus concesse loro l'immortalità. Il fratello di re Tindaro, Afareo, era a sua volta padre di due gemelli: Ida e Linceo. Castore e Polluce rapirono le promesse spose dei cugini e nell'imboscata che ne seguì, Castore fu ferito a morte. Polluce, volendo seguire il destino del fratello, ottenne di vivere come Castore un giorno sull'Olimpo e uno nell'Ade. Un altro mito, riportato da Euripide nella sua opera Elena (v. 140), ricorda invece che Zeus concesse - visto il loro profondo legame - di vivere per sempre nel cielo, sotto forma di costellazione. A Roma i Diòscuri (con il nome di Càstori) venivano ricordati nel loro tempio collocato all'interno del Foro Romano costruito per un voto offerto dal dittatore Aulo Postumio durante la battaglia del Lago Regillo. Il risultato della battaglia, inizialmente sfavorevole ai guerrieri dell'Urbe, si dice sia stato deciso dall'apparizione dei mitologici Dioscuri, Castore e Polluce. Il 15 luglio era tradizione che gli equites svolgessero una processione fastosa a cavallo verso il tempio, dato che ne venivano considerati i propri protettori. Sono generalmente rappresentati in nudità eroica ma con in testa il copricapo frigio a punta. In genere vengono accompagnati da un cavallo, da un elmo a forma di guscio, da un mantello e -spesso - una lancia. felicitas : divinità dell'abbondanza, della ricchezza e del successo chee presiede alla buona sorte, spesso rappresentata mentre regge caduceo e cornucopia. fortuna : divinità antica, forse precedente alla fondazione di Roma anche se i romani attribuivano l'introduzione del culto a Servio Tullio, la dea del caso e del destino aveva un carattere doppio, ma sempre positivo (altrimenti si parlava di Sors, la sorte): uno intraprendente, che aiutava a far andare bene le imprese, uno erotico (per il quale è rimasto il detto essere baciati dalla fortuna). Il suo corrispettivo nella mitologia greca è la dea Tiche. genivs : spirito o, più correttamente, un nume tutelare, custode benevolo delle sorti delle famiglie e dei singoli. L'attribuzione del Genio si estese anche allo Stato, alle province, ai collegi, alle unità militari e il genio dell'imperatore vivente divenne oggetto di culto pubblico con Augusto iuno : protettrice del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare. Assunse poi le funzioni di protettrice dello Stato: fu gradualmente sovrapposta alla Era della mitologia greca, divenendo la moglie di Giove. Era anche la protettrice degli animali, in particolare le era sacro il pavone. Venerata come Iuno Regina poiché protettrice dello stato romano, come Iuno Pronuba e Lucina proteggeva il matrimonio ed il parto. Le era dedicato il mese di giugno (a cui diede il nome) e i Matronalia, festa tenuta il primo giorno di marzo iuno : nella mitologia romana, probabilmente legata al ciclo lunare, era la protettrice del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare. Assunse poi le funzioni di protettrice dello Stato: fu gradualmente sovrapposta alla Era della mitologia greca, divenendo la moglie di Giove. Era anche la protettrice degli animali, in particolare le era sacro il pavone. Venerata come Iuno Regina poiché protettrice dello stato romano, come Iuno Pronuba e Lucina proteggeva il matrimonio ed il parto. Le era dedicato il mese di giugno (a cui diede il nome) e i Matronalia, festa tenuta il primo giorno di marzo. lituo : (Lituus, da Litàre, offrire sacrifici agli dei per ottenere auspici favorevoli) era uno strumento di culto nell'antica Roma, già in uso presso popoli come gli etruschi e i latini. Era costituito da un bastone ricurvo in cima. Era usato dagli Auguri per marcare uno spazio rituale nel cielo, creando così un templum. Il passaggio degli uccelli attraverso questo tempio indicava se una determinata azione era gradita agli Dei (fas o nefas). Il lituo era anche usato come simbolo dell'ufficio per il collegio degli Auguri per identificarli come un gruppo sacerdotale. Era anche il nome di una tromba della cavalleria romana dalla forma ricurva. Ops : (Ops, Opis, Abbondanza), patrona del grano e dei granai, era detta anche Consiva in quanto moglie di Conso. Personificazione di fortuna, abbondanza e prosperità, custode della cornucopia, con cui distribuiva cibo e denaro. Veniva celebrata in occasione degli Opiconsivia, il 25 agosto, e degli Opalia il 19 dicembre. patera : coppa usata per versare liquidi durante i sacrifici rituali. Generalmente a forma di scodella o tazza poco profonda con un'ansa con la funzione di manico, la si usava per versare liquidi, in particolare vino o latte, sulla testa delle vittime o sull'ara prima del sacrificio. pileo : copricapo a forma di cono, dal bordo spesso rialzato e con la punta tondeggiante, simbolo di libertà. Providentia : Fa parte delle divinità astratte connesse al culto imperiale (tra cui Victoria, Spes, Aeternitas, Concordia, Providentia, Bonus, Eventus, Libertas e Pax). Tali forze divine rappresentavano i caratteri con i quali la Roma imperiale desiderava presentare se stessa e il proprio potere ai popoli sottomessi: Providentia rappresentava l'accortezza. Roma : Dio personificante la città di Roma. spes : personificazione della Speranza, spesso rappresentata mentre regge cornucopia e fiori, è tradizionalmente definita come ultima dea (Spes Ultima Dea da cui, in italiano, la speranza è l'ultima a morire) in quanto la speranza è l'ultima risorsa diponibile all'uomo. La sua equivalente greca era Elpi. stella : victoria : dea personificante la vittoria in battaglia, associata a Bellona. Identificata con la greca Nike, era raffigurata come una giovane donna alata. Il suo culto crebbe verso la fine della Repubblica, e la Victoria Augusti fu sotto l'impero la costante divinità titolare degli imperatori victoria : dea personificante la vittoria in battaglia, associata a Bellona. Identificata con la greca Nike, era raffigurata come una giovane donna alata. Il suo culto crebbe verso la fine della Repubblica, e la Victoria Augusti fu sotto l'impero la costante divinità titolare degli imperatori. |