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La leonessa bianca

domenica, 1 novembre 2009

Henning Mankell

La leonessa bianca

Non è un vero e proprio romanzo poliziesco, questo terzo episodio della saga di Wallander. O, per meglio dire, è un poliziesco che presto sconfina nei territori dell’intrigo internazionale. Parte da un episodio di cronaca, la scomparsa di Louise Åkerblom, che costituisce un autentico mistero per la polizia di Ystad: Louise, felicemente sposata, è un membro attivo della chiesa metodista, ha due bambine, è benvoluta da tutti ed è soddisfatta del suo lavoro. Quando il pastore della sua chiesa deve indicarne un punto debole, può solo ricordare che una volta, dopo che le era caduto un servizio da te, l’aveva sentita imprecare. Eppure Louise ha avuto la sventura di incontrare il male assoluto. Perché siamo nel 1992 e il grande terremoto politico che ha avuto come epicentro Berlino sta per abbattersi su uno degli ultimi simboli della guerra fredda, il Sudafrica che il boero Frederik Willem de Klerk sta per consegnare nella mani di Nelson Mandela. sudafoldMa ancora una volta, come era accaduto ne I cani di Riga, Mankell fa cozzare la grande storia  con la quotidianità della provincia svedese. A Wallander toccherà dipanare una matassa che arriva dall’altra parte del suo mondo, sia in termini figurati che reali: anche se non ha per nulla la stoffa dell’eroe, sembra destino che le contraddizioni e le ferite di un pianeta in veloce cambiamento collassino su questo piccolo uomo del nord. Ma quella che ne viene fuori non è per nulla una storia inverosimile, la penna di Mankell riesce nel miracolo e trasforma una vicenda apparentemente strampalata in un’avvincente avventura. Sviluppando la trama su due livelli paralleli, che solo a tratti riescono ad intersecarsi, sviluppa una storia ad ampio respiro.tartarino2 La parte ambientata in Sudafrica vede protagonista un cospiratore ambiguo innanzi tutto nei propri confronti, quella che si svolge in Svezia un ex agente del KGB che ha il compito di preparare un assassinio eccellente. Ad accomunare i due, un’overdose di cinismo che li estrania dalla realtà. E poi una serie di personaggi minori ben disegnati che arricchiscono il panorama umano della vicenda, che risulta perfetta nella calibrazione dei tempi e delle situazioni. Un esercizio che a Mankell, che vive fra Svezia e Mozambico, riesce alla perfezione. L’unico a uscirne male sarà il povero Wallander: riuscirà ancora una volta a cavarsela, ma per guadagnarci solo un collasso nervoso dimostrandosi un vero e proprio anti-eroe per il quale è davvero impossibile non provare solidarietà e simpatia.

I cani di Riga

domenica, 15 marzo 2009

Henning Mankell

Hundarna i Riga, 1992,
(Marsilio, 2002),
traduzione di Giorgio Puleo

Questa avventura di Wallander, la seconda, parte dal misterioso ritrovamento di due cadaveri che sconvolge la pacifica Scania, estrema regione meridionale svedese. E’ l’inizio di una vicenda che porterà il nostro anti-eroe dall’altra parte del Baltico, in una Lettonia che ancora sta cercando di sfuggire dall’abbraccio dell’Unione Sovietica. Il viaggio gli permette di analizzare la propria vita, la condizione del proprio paese, la nuova realtà con cui è stato costretto a confrontarsi: l’idea di una Svezia decadente e in piena crisi di identità si specchia nella piccola repubblica baltica, permettendo a questo pessimista travestito da realista di svolgere, mentre è costretto a salvarsi la pelle, i suoi prediletti esercizi di insofferenza. Poco gli gioverà l’aver conosciuto un collega lettone per il quale nutre una forte ammirazione o una donna che riesce a farlo innamorare: i sensi di colpa tutto sommato immotivati, la costante sensazione di inadeguatezza, il difficile rapporto che ha con padre e figlia continueranno a tormentarlo senza tregua. Ma se il carattere del poliziotto svedese non è dei migliori, altrettanto non si può dire dell’atmosfera che la felice penna di Mankell Henning riesce a costruire: al lettore, infatti, viene presentata una costruzione che ricorda quella delle grandi spy-story. La descrizione dei luoghi, i cupi paesaggi baltici che si incastrano perfettamente con lo stato d’animo di Wallander, è un piccolo capolavoro. La vicenda è appassionante, i toni misurati contribuiscono in maniera determinante a mantenere la giusta atmosfera. Peccato solo per il finale, davvero poco credibile e soprattutto non in linea con il resto del romanzo.

Assassino senza volto

mercoledì, 11 marzo 2009

Henning Mankell

Mördare utan ansikte, 1991,
(Marsilio, 2001),
traduzione di Giorgio Puleo

E’ il primo episodio della saga di Kurt Wallander, poliziotto che vive e lavora a Ystad, nella regione della Scania, estremo sud svedese. Dicono che ricordi Maigret: tutto sommato ci sono alcunii punti in comune. Certo, lo svedese è assediato dai sensi di colpa che gli impediscono di apprezzare un buon piatto o un buon bicchiere (anche se non sono sufficienti ad impedirgli di alzare il gomito o a rimandare sine die la dieta). Poi, mentre Maigret è un ottimo (anche se noioso) marito, Wallander è divorziato e ha difficoltà a gestire il rapporto con la figlia. Insomma, se il francese è un borghese in pace con se stesso, l’altro naviga a vista fra dubbi e insoddisfazioni. Ma è nel metodo di indagine, basato sull’accumulo di sensazioni e atmosfere piuttosto che sulla ricerca degli indizi, che Wallander ricorda il collega parigino. Come in questo romanzo, che parte dalla scoperta di un duplice omicidio. Le vittime, così come chi scopre il crimine, sono due anziani. Metafora perfetta per introdurre la vera protagonista: l’idea di una Svezia decadente, in evidente crisi di identità, che vive con sofferenza il periodo immediatamente successivo alla caduta del muro di Berlino. Fra campi profughi e rigurgiti xenofobi, la storia mette il dito nella piaga in una società che si riteneva, a torto, libera e tollerante. E lo fa senza pietà, puntando il dito contro tutti i personaggi, Wallander compreso. Insomma, un giallo di quelli impegnati, ben scritto, che pur non essendo un capolavoro riesce a farti entrare in totale sintonia con il protagonista. Un altro (anti) eroe da aggiungere alla lista…

La saga di Kurt Wallander

1991 – Mördare utan ansikte, Assassino senza volto
1992 – Hundarna i Riga, I cani di Riga
1993 – Den vita lejoninnan, La leonessa bianca
1994 – Mannen som log, L’uomo che sorrideva
1995 – Villospår, La falsa pista
1996 – Den femte kvinnan, La quinta donna
1997 – Steget efter, Delitto di mezza estate
1998 – Brandvägg, Muro di fuoco
1999 – Pyramiden, Piramide
2002 – Innan frosten, Prima del gelo

Tutti i volumi sono stati pubblicati da Marsilio ad eccezione de Prima del gelo, pubblicato da Mondadori.