Margery Allingham
The White Cottage Mistery
traduzione di Grazia Maria Griffini
Il Giallo Mondadori 3005
Scritto da una ventiquattrenne Allingham, praticamente un’opera prima (nel 1923 aveva pubblicato Blackkerchief Dick, definito dal Conti “un terribile polpettone di avventura & occulto“), questo Mistero di White Cottage, pur non rivelandosi un capolavoro, si rivela un ottimo esempio di giallo classico. Magari non riesce a reggere il confronto con i capolavori dell’epoca, inutile ripetere ancora una volta che la Allingham non è la Christie, ma i personaggi sono convincenti, la ricostruzione della scena risulta affascinante, il finale – un meccanismo narrativo che sarà sviluppato anche da altri autori – regge. Una lettura leggera, piacevole, un’ottimo esempio di opera prima (o quasi) per un autrice che pur non essendo stata in grado di passare alla storia della letteratura di genere come una grande è comunque riuscita, almeno in questo caso, a proporre un prodotto di assoluta qualità.
A White Cottage viene assassinato Eric Crowther. Jerry, figlio dell’ispettore capo di Scotland Yard W.T. Challoner, è presente per caso sulla scena del crimine: in poche pagine si scopre che la vittima era un individuo di dubbia moralità e che praticamente tutti coloro che lo circondavano avevano un’ottima ragione per uccidere. Inizia così un’indagine che vede padre e figlio impegnati a svelare un mistero che pagina dopo pagina si fa sempre più fitto e che li porterà lontani dalla madre patria.
