Articoli marcati con tag ‘Giuseppe Settanni’

Mafiya

sabato, 12 dicembre 2009

mafiya1Charlie Stella

Mafiya (2008)

Traduzione di Giuseppe Settanni

Non sarebbe male, questo Mafiya, se solo l’autore non si fosse fatto prendere la mano. La storia è quella di Agnes Lynn, ex prostituta frigida che si è riciclata come segretaria part-time. La sua unica amica, una prostituta di colore che continua a far la vita per pagare la retta della scuola al figlio, viene coinvolta in un giro perverso e finisce per essere ammazzata in uno snuff movie. Agnes diventa così un testimone scomodo da far fuori ad ogni costo. E pensare che stava pensando di mettersi con l’ultimo degli uomini perfetti, uno che ha abbandonato la polizia perché non sufficientemente adeguata ai suoi standard morali e che sa amarla e rispettarla (ovvero non si fa problemi se non si può fare sesso). I cattivi sono arabi (il ricchissimo saudita che vive su uno yacht e fa il mercante d’armi), russi (un assortimento che va dai fessi agli spietati), italiani (gli aristocratici della criminalità) e, non poteva mancare, il classico poliziotto corrotto. Il ruolo del buono tocca invece ad una specie di controfigura di Schwarzenegger che essendo allo stesso tempo poliziotto e russo può usare le maniere forti senza alcun tema di essere ostacolato. C’è pure una giovane agente di colore, messa lì probabilmente per garantire al romanzo la giusta dose di politically correct. Insomma: troppa carne al fuoco, condita da una dose troppo massiccia di poca credibilità. Ma la scrittura di Stella riesce, per buona parte del romanzo, a limitare i danni e a rendere piacevole una storia tanto debordante. Almeno sino a quando non si scopre che lo Schwarzenegger venuto dalla Santa Madre Russia è diventato misogino perché la sua ex ha perso la vita nell’attentato alle torri gemelle: quella è la classica goccia che fa traboccare il vaso e da quel punto in poi il romanzo entra a pieno merito nel ridicolo. E il lettore non può più consolarsi con l’appassionante intreccio di eventi: non gli resta che leggere velocemente le pagine che lo porteranno al becero, ma ormai prevedibile, happy end nel più breve tempo possibile.

Giro di killer

giovedì, 15 gennaio 2009

gm29701
Chris Grabenstein

Whack a Mole (2007),
traduzione di Giuseppe Settanni,
Il Giallo Mondadori 2970

La storia del romanzo poliziesco è caratterizzata da coppie celebri che hanno un tratto in comune: il più in gamba risolve i misteri, l’altro li racconta. E di solito quello in gamba è un tipo particolare. Sulla scia di Watson e Holmes, o ancor meglio di Goodwin e Wolfe, l’americano Chris Grabenstein ci propone una nuova coppia di detective: John Ceepak, un reduce dal fronte iracheno tanto intelligente quanto disadattato, e Danny Boyle, mezza calzetta. Due poliziotti di provincia che in comune sembrano avere solo l’amore per le canzoni di Bruce Spriegsteen. All’inizio sembra l’ennesimo telefilm messo per iscritto, ma dopo qualche pagina la vicenda diventa appassionante: i personaggi assumono il giusto spessore e diventa facile perdonare all’autore le (molte) cadute di stile. Persino il finale, tutto fuochi d’artificio e spennellate di miele nella peggiore tradizione hollywoodiana.