Articoli marcati con tag ‘Grazia Maria Griffini’

Il mistero di White Cottage

giovedì, 27 maggio 2010

Margery Allingham

The White Cottage Mistery

traduzione di Grazia Maria Griffini

Il Giallo Mondadori 3005

Scritto da una ventiquattrenne Allingham, praticamente un’opera prima (nel 1923 aveva pubblicato Blackkerchief Dick, definito dal Conti un terribile polpettone di avventura & occulto“), questo Mistero di White Cottage, pur non rivelandosi un capolavoro, si rivela un ottimo esempio di giallo classico. Magari non riesce a reggere il confronto con i capolavori dell’epoca, inutile ripetere ancora una volta che la Allingham non è la Christie, ma i personaggi sono convincenti, la ricostruzione della scena risulta affascinante, il finale – un meccanismo narrativo che sarà sviluppato anche da altri autori – regge. Una lettura leggera, piacevole, un’ottimo esempio di opera prima (o quasi) per un autrice che pur non essendo stata in grado di passare alla storia della letteratura di genere come una grande è comunque riuscita, almeno in questo caso, a proporre un prodotto di assoluta qualità.

A White Cottage viene assassinato Eric Crowther. Jerry, figlio dell’ispettore capo di Scotland Yard W.T. Challoner, è presente per caso sulla scena del crimine: in poche pagine si scopre che la vittima era un individuo di dubbia moralità e che praticamente tutti coloro che lo circondavano avevano un’ottima ragione per uccidere. Inizia così un’indagine che vede padre e figlio impegnati a svelare un mistero che pagina dopo pagina si fa sempre più fitto e che li porterà lontani dalla madre patria.

Omicio nella lana

giovedì, 17 dicembre 2009

Ngaio Marsh

Died in the Wool (1945)

Traduzione di Grazia Maria Griffini

Il Giallo Mondadori 2994

Certi libri o piacciono o non piacciono. Questo non mi deve essere davvero piaciuto se, per la prima volta da quando ho iniziato a scrivere le recensioni dei gialli che leggo, mi sono avvalso del terzo diritto imprescrittibile del lettore, quello di non non finire un libro. Non dico che sia brutto, di solito i libri brutti riesco a terminarli, ma in questo Omicidio nella lana ho trovato una tale mancanza di ritmo da rendermelo davvero insopportabile. Dice il Conti che un recensore dell’epoca l’aveva definito uno spogliarello verbale davanti a un funzionario di polizia a causa della sua struttura: ogni personaggio, a turno, si presenta a illustrare la sua verità, introducendo in un vortice di parole ben poco novità rispetto a quello che lo aveva preceduto. E quindi o si rimane affascinati dal gioco messo in piedi dall’autrice oppure il troppo parlarsi addosso ci fa sentire in trappola. Una trappola dalla quale sono fuggito, rimediandoci la figura dell’indegno recensore che non può che scusarsi con quelli, e sicuramente ci saranno, che invece l’avranno sinceramente apprezzato.

Il negriero

mercoledì, 11 novembre 2009

Dorothy B. Hughes

The Blackbirder (1943)

Traduzione di Grazia Maria Griffini

Il Giallo Mondadori 2991

Mondadori continua nella meritoria pubblicazione dei gialli di Dorothy B. Hughes: dopo Profondo azzurro e Le colpe dei padri è la volta di questo bel The Blackbirder. Ancora una volta una giovane donna, sola di fronte al mondo, deve lottare per la sua vita, ancora una volta il dramma della seconda guerra mondiale condiziona la vicenda. Ma rispetto alle opere precedenti, che già mi avevano piacevolmente colpito, questa rappresenta un sostanziale passo avanti: la qualità dello scrivere è quella dei grandi maestri e ancora una volta dobbiamo ringraziare la Griffini che sta traducendo questa grande autrice. Il primo capitolo, la descrizione di una stupefacente metamorfosi, è a livello di capolavoro assoluto. Poi, inevitabilmente, il ritmo si affievolisce e la vicenda si banalizza, ma siamo pur sempre a livelli altissimi per un romanzo che, a voler risultare oltremodo severi, non si può definire meno che affascinante. A questo punto, non posso che aspettare con trepidazione il prossimo Hughes.

Le colpe dei padri

giovedì, 2 luglio 2009

dorothy-hughes-prevDorothy B. Hughes

Il Giallo Mondadori 2982
The Fallen Sparrow (1942)
Traduzione di Grazia Maria Griffini

Continua, per fortuna, la pubblicazione nella collana del Giallo Mondadori di inediti di Dorothy B. Hughes. Se Profondo azzurro, il suo romanzo d’esordio, lo avevo giudicato una piccola perla sviluppata con gusto ed intelligenza (anche se venata da qualche sbavatura) questo Le colpe dei padri si rivela senza alcun dubbio come uno dei titoli più interessanti pubblicati quest’anno. Non è certo una lettura veloce: a capitoli a volte lunghissimi si aggiunge uno stile (piacevolmente) ricercato. E non è nemmeno un vero poliziesco: è più una vicenda di spionaggio, condizionata dal clima che si respirava negli Stati Uniti alla vigilia dell’ingresso nella seconda guerra mondiale. 311530-1.1020.A La storia è quella di Kit McKittrick, un veterano della guerra civile spagnola che, tornato in America segnato da una tremenda esperienza di prigionia, custodisce un prezioso segreto. Ben presto scoprirà che nemmeno a New York è al sicuro: i fantasmi del passato lo hanno seguito e presto non sarà più in grado di distinguere il falso dal vero, gli amici dai nemici. Intorno a lui inizierà a scorrere il sangue e, per tirarsi fuori dai guai, potrà contare solo su stesso. Una vera chicca per gli appassionati di letteratura poliziesca: quando, gradualmente, si concretizza la presenza di una torbida femme fatale il libro guadagna definitivamente la statura del classico. Perché tutti i personaggi sono convincenti, la trama è appassionante, il meccanismo narrativo praticamente perfetto. Anche il finale, nonostante un’apparente caduta di stile, riesce a convincere: sono evidenti i passi avanti fatti dalla Hughes rispetto al suo esordio (e ha avuto ancora il tempo di migliorare prima di interrompere troppo presto la sua carriera di scrittrice di gialli nel 1952). Adesso non rimane che sperare che Mondadori continui a pubblicare inediti di questa autrice e che In pasto ai lupi (The Expendable Man, Il Giallo Mondadori 1429 del 20 giugno 1976) compaia presto nei Classici.

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Nel 1943, e dunque nel pieno del secondo conflitto mondiale, la RKO ha ricavato da questo libro un film diretto da Richard Wallace con John Garfield, Maureen O’Hara e Walter Slezak.

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Recentemente, numero 1140, nei Classici del Giallo è stato pubblicato un altro inedito sempre tradotto da Grazia Maria Griffini : La giostra della morte .

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Dorothy B. Hughes, nata il 10 agosto 1904 a Kansas City, ha iniziato la sua carriera di scrittrice di libri polizieschi nel 1940 con The So Blue Marble. Aveva giò esordito nel 1931 con Dark Certainty, un volume di poesie che vinse la Yale Series of Younger Poets Competition. Dai suoi romanzi furono tratti tre film: nel 1943 The Fallen Sparrow, con John Garfield, nel 1947 Ride the Pink Horse, con Robert Montgomery che ne curò anche la regia, e nel 1950 In a Lonely Place, diretto da Nicholas Ray con protagonista Humphrey Bogart. Smise di scrivere romanzi nel 1952, quando era giunta all’apice della carriera. Dal 1940 al 1979 scrisse recensioni di letteratura di genere per, fra gli altri, l’Albuquerque Tribune, il Los Angeles Times e il New York Herald-Tribune. Nel 1951 ha ricevuto un Edgar Award dalla Mystery Writers of America e nel 1978 la stessa associazione l’ha premiata con il Grand Master award. In campo critico, oltre ad una storia dell’Università del Nuovo Messico, ha scritto un saggio su Erle Stanley Gardner. E’ morta il 6 maggio 1993.

1940: The So Blue Marble
1940: The Cross-Eyed Bear aka The Cross-Eyed Bear Murders
1941: The Bamboo Blonde
1942: The Fallen Sparrow, versione cinematografica, con John Garfield, nel 1943
1943: The Blackbirder
1944: The Delicate Ape
1944: Johnnie
1945: Dread Journey
1946: Ride the Pink Horse, versione cinematografica, diretta (e con) Robert Montgomery, nel 1947; versione televisiva (serie Robert Montgomery Presents, episodio Ride the Pink Horse) nel 1950; versione televisiva (The Hanged Man) nel 1964
1946: The Scarlet Imperial aka Kiss for a Killer
1947: In a Lonely Place, versione cinematografica, diretta da Nicholas Ray con Humphrey Bogart, nel 1950
1949: The Big Barbecue
1950: The Candy Kid, versione televisiva (serie Climax, episodio Spider Web) nel 1958
1952: The Davidian Report aka The Body on the Bench, versione televisiva (serie Robert Montgomery Presents, episodio The Davidian Report) nel 1952
1963: The Expendable Man
In pasto ai lupi, Il Giallo Mondadori 1429, 20 giugno 1976

E, infine, una biografia critica: Erle Stanley Gardner: The Case of the Real Perry Mason, pubblicata nel 1978

Profondo azzurro

lunedì, 30 marzo 2009

Dorothy B. Hughes
Il Giallo Mondadori 2976
The So Blue Marble (1940)
traduzione di Grazia Maria Griffini

La Hughes   ha contribuito a scrivere un pezzo della storia del genere poliziesco americano. Magari non è un figura di primo piano, ma se dai suoi romanzi sono stati tratti alcuni film fra cui un classico come Il diritto di uccidere tanto male non doveva essere. E allora non riesco proprio a capire perché una piccola perla come questo Profondo azzurro abbia dovuto aspettare sessantanove anni prima di essere tradotta in italiano.   La   storia, d’accordo,   è a tratti  poco verosimile, ma è sviluppata con gusto ed intelligenza. Al centro dell’intrigo troviamo un misterioso gioiello che fa gola ad un paio di gemelli senza scrupoli, opposti fra loro in tutto tranne che per un unico particolare che invece li accomuna: l’animo malvagio. A farne le spese è la protagonista: pur intelligente, è il tipo di donna che non sembra in grado di gestire la propria vita e quindi – giocoforza – è incapace di reagire all’ingarbugliata situazione in cui si è cacciata. Ma proprio i personaggi costituiscono uno dei punti deboli del romanzo: alcuni risultano ambiguamente divertenti e ben delineati, altri raffazzonati e poco coerenti. Ci sono poi accenni a temi come l’esoterismo o lo spionaggio che con la vicenda sembrano azzeccarci ben poco: ricordiamoci, però, che questi motivi all’epoca andavano per la maggiore. Insomma, le sbavature ci sono, ma considerato che questa è un’opera prima non possono dare fastidio più di tanto: leggendo questo romanzo sono riuscito a calarmi nell’America alla vigilia della seconda guerra mondiale e quello che ha preso corpo nella mia immaginazione è stato un bel film in bianco e nero, con una sceneggiatura degna quasi di Hitchcock. Mi risulta che le opere della Hughes siano in larga parte irreperibili sul mercato italiano: spero vivamente che Il Giallo Mondadori continui quindi nelle meritoria riscoperta di questa autrice.

Dorothy B. Hughes, nata il 10 agosto 1904 a Kansas City, ha iniziato la sua carriera di scrittrice di libri polizieschi nel 1940 con The So Blue Marble. Aveva giò  esordito nel 1931 con  Dark Certainty, un volume di poesie che vinse la Yale Series of Younger Poets Competition. Dai suoi romanzi furono tratti tre film: nel 1943  The Fallen Sparrow, con  John Garfield, nel 1947 Ride the Pink Horse, con  Robert Montgomery che ne curò anche la regia, e nel 1950 In a Lonely Place, diretto da  Nicholas Ray con protagonista  Humphrey Bogart. Smise di scrivere romanzi nel 1952, quando era giunta all’apice della carriera. Dal 1940 al 1979 scrisse recensioni di letteratura di genere per, fra gli altri, l’Albuquerque Tribune, il Los Angeles Times e il New York Herald-Tribune. Nel 1951 ha ricevuto un Edgar Award dalla Mystery Writers of America e nel 1978 la stessa associazione l’ha premiata con il Grand Master award. In campo critico, oltre ad una storia dell’Università del Nuovo Messico, ha scritto un saggio su Erle Stanley Gardner. E’ morta il  6 maggio 1993.

1940: The So Blue Marble
1940: The Cross-Eyed Bear aka The Cross-Eyed Bear Murders

1941: The Bamboo Blonde
1942: The Fallen Sparrow, versione cinematografica, con John Garfield, nel 1943
1943: The Blackbirder
1944: The Delicate Ape
1944: Johnnie
1945: Dread Journey
1946: Ride the Pink Horse, versione cinematografica, diretta (e con) Robert Montgomery, nel 1947; versione televisiva (serie Robert Montgomery Presents, episodio Ride the Pink Horse) nel 1950; versione televisiva (The Hanged Man) nel 1964
1946: The Scarlet Imperial aka Kiss for a Killer
1947: In a Lonely Place, versione cinematografica, diretta da Nicholas Ray con Humphrey Bogart, nel 1950
1949: The Big Barbecue
1950: The Candy Kid, versione televisiva (serie Climax, episodio Spider Web) nel 1958
1952: The Davidian Report aka The Body on the Bench, versione televisiva (serie Robert Montgomery Presents, episodio The Davidian Report) nel 1952
1963: The Expendable Man
In pasto ai lupi, Il Giallo Mondadori 1429, 20 giugno 1976

E, infine, una biografia critica: Erle Stanley Gardner: The Case of the Real Perry Mason, pubblicata nel 1978